Pulsano

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Pulsano, comune di 11.504 abitanti, sorge ad est di Taranto, a 20 km. dal capoluogo, nella parte salentina della provincia ionica. E’ il maggior centro dell’Unione dei Comuni Terre del Mare e del Sole. Pulsano è un comune costiero: il territorio comunale, infatti, è bagnato dal Mar Ionio e si affaccia sul Golfo di Taranto con una costa di 9,1 km circa. Il paesaggio è caratterizzato da viti e ulivi secolari. È, ad oggi, il più antico insediamento rinvenuto sul Golfo di Taranto. Dopo le epoche di preistoria, Magna Grecia e impero romano, conobbe l’egemonia di francesi e spagnoli, che ne hanno condizionato, come in tutto il Salento, la lingua. Le principali risorse economiche sono l’agricoltura e il turismo. Il territorio comunale di Pulsano è delimitato a sud dal mar Ionio e confina a ovest con Leporano, a nord-ovest con Taranto (tramite la frazione San Donato), a nord con Faggiano e con la sua frazione San Crispieri, a est e sud-est con un’isola amministrativa del comune di Taranto (alcune zone della quale, come ad esempio i territori di Monticchio, Calapricello e Lido Checcha, sono in agro di Pulsano; altre zone sono in agro di Lizzano) che lo separa dal comune di Lizzano. L’area della Marina di Pulsano è caratterizzata da un alternarsi di scogliere e cale sabbiose: Luogovivo, La Fontana, Le Canne, Montedarena, Ospedale Capparone, Pezzarossa, Serrone, Lido Silvana, Terrarossa e Lido Checca. 

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UN PO’ DI STORIA

Fra il 1948 e il 1952 sull’altopiano della Castelluccia, vicino a Lido Silvana, presso il litorale di Pulsano, è stato scoperto il più antico insediamento preistorico finora messo alla luce sul Golfo di Taranto, risalente al XVI secolo a.C. e collocabile nell’età del bronzo. I ritrovamenti dimostrano che gli abitanti di tale insediamento erano pescatori dediti anche all’agricoltura e avevano consolidate tradizioni culturali e religiose. Già prima che le coste della penisola italica entrassero nella sfera d’influenza delle poleis greche (la Magna Grecia), il villaggio intratteneva rapporti commerciali con i popoli dell’Egeo come attestato dai numerosi ritrovamenti di ceramiche micenee. Qui sbarcarono anche gli Iapigi (o Messapi), che intrattenevano con Pulsano alleanze e rapporti commerciali. Intensa era l’attività commerciale, che fu anche alla base di numerosi conflitti dopo l’arrivo degli spartani che sottrassero ai messapi prima l’altopiano di Saturo, fondando l’omonima città, e poi il territorio dove avrebbero successivamente eretto Taranto. Dopo numerose lotte, susseguitesi per decenni, Pulsano fu ridimensionata (diventando probabilmente un insediamento a difesa di Taranto) ed annessa così alla Magna Grecia mentre Saturo scomparve; entrambe le località, inoltre, diventarono sede di residenze estive di nobili tarantini. Nella zona marina, oltre al villaggio preistorico della Castelluccia e al successivo insediamento di epoca magno-greca e romana di Lido Silvana con annessi resti di una villa romana, sono stati ritrovati resti di due navi (una romana e l’altra, si presume, greca) di tre ancore romane e di una necropoli di mammuth, sempre nei pressi dei predetti insediamenti.

Nell’entroterra, il castello, inizialmente formato dalla sola Torre Quadrata (o Torre Massima) che attualmente si affaccia su Piazza Castello, era adibito a tenuta di caccia. Solo nel 1100 la popolazione locale, probabilmente spinta dalle continue scorribande dei pirati, si spostò dalla costa verso l’interno e trovò rifugio nell’allora unica torre del castello, non visibile dalla costa. Successivamente il castello prese il nome di “De Falconibus”, dalla famiglia che lo ampliò, portandolo alle dimensioni attuali. Sul finire del XVI secolo gli spagnoli edificarono una torre di avvistamento costiera denominata Torre Castelluccia, sull’altopiano omonimo, che insieme alle altre fatte edificare in tutto il Salento, garantirono la difesa dall’incombente rischio di invasioni saracene. Pulsano fece parte dell’Impero Bizantino (VI-XII secolo d.C.) e successivamente del Principato di Taranto all’interno del Regno di Sicilia e poi del Regno di Napoli (1262-1816). Con l’eversione della feudalità nel Regno di Napoli (1806), fu istituito il comune di Pulsano, che fino al 1820 comprese anche l’abitato di Leporano. Nel 1923 Pulsano entrò a far parte dell’istituenda Provincia dello Jonio (dal 1951 provincia di Taranto).

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ARCHITETTURE RELIGIOSE, CIVILI E MILITARI

Le Chiese

Tra le principali architetture religiose di Pulsano:

  • Chiesa di Santa Maria La Nova, la chiesa madre e unica chiesa parrocchiale cittadina, proclamata “santuario mariano” l’11 febbraio 1948, anniversario delle apparizioni mariane di Lourdes. Nell’interno si trova infatti una riproduzione della grotta di Lourdes, realizzata nel 1933 come voto del dottor Delli Ponti, che vi fu a lungo sepolto. Tuttora, l’11 febbraio, è festa cittadina. La chiesa ha un alto campanile, unico nella zona, inaugurato il 30 marzo 1980, realizzato, in sostituzione del vecchio modesto campanile, per opera del parroco, don Franco Limongelli, atto a segnalare il santuario a tutto il circondario. Nella chiesa vi sono anche un cappellone in onore a San Trifone (protettore del paese) e numerose statue, sistemate in nicchie sopraelevate. La chiesa di Santa Maria La Nova fu costruita a partire dal 1838, utilizzando materiali della vecchia chiesa madre di Pulsano “Madonna del Carmine”, e fu soggetta per 2 volte ad incendi: nel 1882 e nel 1957. Nei pressi della chiesa di trova una necropoli sotterranea precedente all’istituzione del cimitero comunale di Pulsano .
  • Convento dei Padri Minori o Riformati – palazzo della cultura, risalente al settecento e contenente dipinti, statue e una raccolta di pupi siciliani, che in passato davano vita, sempre in convento, ad un presepe. Nel convento, che ha forma quadrangolare e che ha l’entrata rivolta ad ovest, è presente un affresco dell’ultima cena sito nel refettorio, occupante un’intera parete e dipinto nel 1727 da Giuseppe Bianco. Il convento, che inizialmente era una fortezza, si sviluppa su due piani ed è dotato di un pozzo, che per anni ha servito la cittadinanza pulsanese. Il convento un tempo ospitava le suore Stimmatine. Il Convento funge da contenitore per le associazioni culturali locali. In progetto, inoltre, un museo al suo interno che possa contenere i ritrovamenti degli insediamenti costieri pulsanesi (quelli attualmente conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto e quelli che potrebbero essere riportati alla luce grazie a questo progetto) ed una sala multimediale con ricostruzioni storiche degli stessi abitati
  • Chiesa di Santa Maria dei Martiri, annessa al convento, fu costruita nel 1518 e dedicata al martirio dei pulsanesi ad Otranto nel 1480. La chiesa, situata sul lato sud del convento, ospita un’icona della Madonna col Bambino; questa icona proviene dalla vecchia chiesa, distrutta intorno al 1100.
  • Chiesa dell’Arciconfraternita del Carmine (o del Purgatorio), nel centro storico. La chiesa è dotata di un piccolo campanile e sono conservate le statue che, durante la settimana santa, danno vita alla processione di misteri. È il più vecchio luogo sacro pulsanese e qui vennero benedetti i martiri d’Otranto, nel 1480, prima di partire
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso, con annesso orto botanico, in periferia, meta di pellegrinaggio durante i venerdì di marzo da parte di fedeli che giungono a piedi dai paesi vicini. 
  • Chiesa Stella Maris, a Marina di Pulsano, presso la quale il 15 agosto di ogni anno si organizzano fuochi artificiali ed una processione di barche in mare trasportanti una statua della Madonna.

Il Castello

Il Castello De Falconibus è situato al centro ideale del paese, si trovava nell’angolo nord-est delle antiche mura pulsanesi, con l’entrata rivolta ad ovest, sulla piazza. Si sviluppa su 3 piani e ha pianta quadrangolare e 5 torri di diverse basi e dimensioni. Il castello era inizialmente formato dalla sola Torre Quadrata (o Torre Massima) che attualmente si affaccia su Piazza Castello ed era adibito a tenuta di caccia. Solo nel 1100 d.C. la popolazione locale, probabilmente spinta dalle continue scorribande dei pirati, si spostò dalla costa verso l’interno e trovando rifugio nella torre, non visibile dalla costa. I De Falconibus acquistarono la torre semifatiscente e ampliarono lo stabile costruendo le altre 4 torri (tutte differenti). Da qui parte un sottopassaggio (ora murato) che lo collega al castello di Leporano e al mare. Il castello, passato nelle proprietà dei Muscettola dopo essere stato possesso di altre famiglie, era munito di un fossato e di un ponte levatoio. Il castello, acquisito al patrimonio comunale nel primo ‘900, conserva gli stemmi dei De Falconibus e dei Muscettola ed è oggi adibito a mostre d’arte.

Aree naturali

Bosco Caggione, formato essenzialmente da pini d’Aleppo, è situato nell’omonima contrada, presso la Marina di Pulsano, ed è un’area verde di vaste dimensioni, estesa in passato dal Mar Piccolo fino alla zona di Monacizzo e contraddistinta dalla presenza di volpi e lepri. La parte sottostante è attraversata dalla Litoranea Salentina che delimitava le due zone di un campeggio che era tra i più grandi d’Europa. Tra la fine degli anni ’50 e  l’inizio dei ’60 questo doveva essere inaugurato dall’attrice Silvana Pampanini, cosa che diede alla zona il nome di Lido Silvana. Dopo il rovinoso incendio del 2001, che distrusse l’intera parte bassa del bosco, dov’era sito il campeggio e molte ville private, negli anni recenti si è assistito ad una straordinaria reviviscenza di macchia mediterranea marina, biotipo autoctono come la foresta di pini d’Aleppo ma di presenza più rara. 

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