Lizzano

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Lizzano, comune della provincia di Taranto, con i suoi di 10.005 abitanti, è situata a oriente del capoluogo, da cui dista 25 km circa. Insieme a tutti i comuni ad est di Taranto, è nell’area dell’Alto Salento, sul margine meridionale delle Murge tarantine, dove queste, attraverso la serra di Roccaforzata e San Crispieri e le Serre di Lizzano e della Marina, scendono digradando verso il mar Ionio, fino alla località turistica Marina di Lizzano e la zona umida della palude Mascia. Il clima, mediterraneo, registra temperature miti anche nel periodo invernale. Il comune fa parte dell’associazione nazionale “Città del vino”, del GAL “Terre del Primitivo”, della strada del vino “Primitivo di Manduria e Lizzano DOC”, del consorzio “Grande Salento” e dell’Unione dei Comuni “Terre del Mare e del Sole”. Per dialetto, cultura e tradizioni, Lizzano è a pieno titolo una cittadina salentina, rendendola avulsa dal contesto socio-culturale della città di Taranto. La cittadina di Lizzano, si trova in un territorio pressoché pianeggiante. Essa confina a nord con il comune di Fragagnano, a est con i comuni di Sava e Torricella, a sud con il Mar Ionio, a ovest con l’isola amministrativa del comune di Taranto. Il litorale della Marina di Lizzano, prevalentemente sabbioso e caratterizzato da una fine sabbia bianca, è contraddistinto da un sistema dunale ricco di vegetazione tipica della macchia mediterranea. Il paesaggio agrario è caratterizzato da uliveti, colture arboree miste, ficheti e mandorleti, seminativi e soprattutto vigneti. 

Nel territorio comunale è presente un corso d’acqua a carattere prevalentemente torrentizio e stagionale, chiamato fiume Ostone. L’area intorno ad esso è molto interessante sia sotto il profilo ambientale (flora e fauna) che sotto il profilo storico. Infatti lungo il suo corso, trovano il loro habitat naturale molte specie animali come (rane, rospi, ecc.), pesci (specialmente anguille) e molti volatili (Upupa, Germano Reale, Gazza Ladra, Fagiano, Civetta e molti altri). Anche la vegetazione è molto ricca. Lungo tutto il corso del fiume permane un fitto canneto e molte altre specie vegetali.

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UN PO’ DI STORIA

Non esistono molte notizie riguardo alla storia di Lizzano. Certo è che il “pagus”, il rione di case umili di campagna di Lizzano, risale a prima del mille. Non è possibile precisare date, come non è facile indicare a quale colonia appartenessero i primi abitanti del pagus Lizzanese, benché si creda a quella romana o greca. Le prime presenze in questo territorio, si ebbero certamente già nel periodo del Neolitico. Precisamente, in località “Bagnàra” e “San Cassiano” sono stati rinvenuti, dopo alcuni scavi, resti di insediamenti e villaggi capannicoli riguardanti l’età neolitica.

I territori di Lizzano furono colonie greche e poi romane. Ai Coloni venivano assegnati degli appezzamenti di terra di 200 vugeri, e da qui sorse la necessità delle prime casette per i contadini e il successivo piccolo agglomerato urbano. Alla caduta dell’Impero romano, i territori vissero un periodo di dominazione longobarda. Sulla nascita del casale, non ci sono molte fonti, ma alcune di esse attestano che Lizzano sia stato edificato nel 1208 dalla contessa Albiria, figlia di Tancredi, re normanno. Fonti, seppur approssimative, narrano che il re normanno Guglielmo il Malo distrusse Lecce, allora chiamata Rudiae, nel 1147. Dopo la ricostruzione, i nobili di Rudiae furono accolti nella città a differenza dei poveri che, invece, vennero respinti. La contessa Albiria decise di assegnare a questi poveri sudditi un territorio vicino a Pulsano dove, nel 1208, s’insediarono molti dei novelli lizzanesi. Gli altri che rimasero fondarono vicino a Lecce il paese di Lizzanello. È evidente il legame di Lizzano con Lecce tanto da avere entrambe le città lo stesso simbolo dell’albero del leccio, un tipo di quercia abbondantemente presente un tempo in entrambi i territori. Nel corso dei secoli, Lizzano divenne un grande feudo, con il titolo di marchesato. Diversi feudatari si sono avvicendati al comando di questo feudo, dal 1272, con Iacopo de Rephis, ai Chyurlia nel 1697. Quest’ultima famiglia controllò il marchesato di Lizzano sino al 1806 quando furono abolite le feudalità. Sotto il profilo amministrativo, Lizzano ha fatto parte della Terra d’Otranto (poi Provincia di Lecce) dall’XI secolo fino al 1923, quando venne istituita la provincia dello Jonio, ribattezzata provincia di Taranto solo nel 1951. A livello regionale, fu inserita nella Regione Salento quando, nel secondo dopoguerra, il legislatore costituì formalmente le regioni; successivamente però, alla nascita effettiva delle regioni italiane, la Regione Salento fu annessa alla Regione Puglia. Fino al 1951 Lizzano ha amministrato anche le due frazioni di Torricella e Monacizzo diventati comune autonomo sotto il nome di Torricella.

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ARCHITETTURE RELIGIOSE

Chiesa Matrice di San Nicola

La Chiesa Matrice di San Nicola è la principale chiesa di Lizzano, costruita agli inizi del XIV secolo su un luogo di culto preesistente. Prima del crollo avvenuto negli anni ’50, conteneva elementi di varie epoche artistiche. Nella chiesa vi sono numerose statue tra cui spicca quella del patrono San Gaetano da Thiene. La chiesa è collocate nel centro storico di fronte al Palazzo Marchesale. Dopo il crollo, che distrusse gran parte della struttura, la chiesa venne ricostruita e stravolta dal punto di vista artistico e venne costruito l’odierno campanile. Il soffitto è a cassettoni mentre le navate laterali presentano soffitti a volta. L’altare maggiore in marmo policromo, è posto al centro del presbiterio; le cappelle laterali sono dieci.

Convento di San Pasquale Baylon

Il convento francescano di San Pasquale Baylon, venne eretto nel 1742 per volontà dei marchesi Chyurlia, allora feudatari della Terra di Lizzano. Artisticamente la chiesa si presenta molto semplice, con sfumature barocche, ancora più evidenti prima dei numerosi restauri e rimaneggiamenti effettuati negli ultimi trent’anni. Sono presenti un grande numero di tele settecentesche e statue della stessa epoca. Il convento ospita un museo (prevalentemente di oggetti sacri) e una biblioteca chiusi al pubblico. Vi hanno dimorato i frati della provincia francescana del Salento fino al mese di settembre 2016. Attualmente la cura del convento e della parrocchia ad esso legata è stata affidata all’Arcidiocesi di Taranto.

Chiesa del Rosario

Sita nella parte antica del paese, la Chiesa del Rosario fu edificata nel 1562 dalla famiglia De Raho, feudataria di Lizzano. Sul lato sinistro si notano gli archi di appoggio del palazzo marchesale, costruiti in seguito al terremoto del 1743. Sul lato destro si nota il campanile. La chiesa, internamente, è completamente affrescata ed è attualmente oggetto di vari restauri. All’interno vengono conservate le statue della processione dei Misteri e dell’Addolorata. La chiesetta è sede dell’omonima confraternita.

Cappella del Crocifisso

La Cappella del Crocifisso è sita nel centro storico del paese, nelle immediate adiacenze del palazzo marchesale; conservato in discrete condizioni, è una preziosa testimonianza della identità culturale storica dei lizzanesi. Di grande valore, al suo interno, è la deesis, affresco di origine bizantina (come lo è tutta la chiesa), che si trova sopra l’altare maggiore. Vi sono conservate, inoltre, due statue lignee raffiguranti San Gaetano da Thiene e Sant’Elena.

Chiesa e cripta rupestre SS. Annunziata

La cittadina di Lizzano, è stata, per molti secoli, abitata da monaci bizantini, basiliani e gesuiti. L’esistenza di queste figure religiose, ha lasciato numerose tracce architettoniche e artistiche che trovano il loro fulcro nelle due grandi chiese rupestri con relativa cripta: quella della Ss. Annunziata e quella di Sant’Angelo.  La cripta rupestre della SS. Annunziata si trova a circa mezzo Km di distanza da Lizzano. La chiesetta della SS. Annunziata è considerata un monumento di notevole interesse storico artistico, uno dei più singolari di tutto il territorio pugliese ed un importante santuario rupestre, centro di devozione mariana e meta di pellegrinaggio da parte di tutto il territorio ionico posto a sud-est di Taranto specialmente nel Medioevo. La cripta è ricavata da una grotta già cenobio basiliano, era ricca di dipinti murali sacri, alcuni di rara bellezza, di epoca non anteriore al secolo XI. Sulla chiesa rupestre venne, in seguito, eretta la chiesa, fra il IX e il X secolo. Nei secoli XII e XIII si effettuarono alcuni interventi parziali sull’edificio, senza, però, mutarne in maniera rilevante l’aspetto formale e la configurazione spaziale. Tra il.XIV e il XV secolo fu attuata una ristrutturazione generale della cripta e della chiesetta, altri lavori ci furono tra il XVI e il XVII secolo. Agli inizi del XIX secolo avvenne la totale ristrutturazione dell’edificio ed il rinnovamento delle opere pittoriche. Nella chiesa, un tempo, vi erano non meno di 22 dipinti murali. A causa di leggende di tesori nascosti, la chiesetta fu sottoposta a saccheggi. L’accesso alla chiesa rupestre è stato ripristinato dal Rotary Club di Manduria in occasione della VI Festa di Fine Vendemmia il 17 novembre 2002.

Chiesa rupestre e grotta di Sant’Angelo

La chiesa di S. Angelo (Cripta Basiliana) è situata in contrada Serra degli Angeli su una collinetta denominata monte S. Angelo a 3 km a nord-ovest di Lizzano. La grotta di Sant’Angelo si apre sulla sommità di una collina nei calcari bianco-cerulei sub-cristallini del Cretacico e si articola in questi per circa 50 metri. Sul piano di calpestìo si sono notati vari frammenti di ossa con uno strato di fossilizzazione alquanto avanzata, frammenti di ceramica di varie epoche. Le tracce dell’epoca di culto, sono soprattutto la presenza di numerosi affreschi paleocristiani.

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ARCHITETTURE CIVILI E MILITARI

Palazzo Marchesale

Il Palazzo marchesale (denominato anche Castello) è situato ai piedi del poggio su cui gradatamente s’adagia il paese, si presenta con linee sobrie e severe. Secondo alcuni studiosi fu costruito su di un antico nucleo normanno dai baroni De Raho nel XVI secolo, di cui rimane solo un torrione.

Torre dell’Orologio

La Torre dell’Orologio (XII-XIX secolo) è impostata su un torrione del castello, un tempo poco distante dall’impianto originario normanno pare fosse legata ad esso da un passaggio sotterraneo, mai ritrovato. Da una prima lettura delle strutture murarie appare evidente un processo di sedimentazione attuatosi nel corso dei secoli. La struttura di base sembra ancora riconducibile ad una torre fortificata di avvistamento e di difesa, risalente al XIII-XIV secolo. Qui al piano terra esiste un unico vano a pianta quadrata con volta a botte. La parte superiore della torre è un evidente rifacimento con sopraelevazione. databile tra il XV ed il XVI secolo. A seguito di tale intervento fu ricostruita la volta del vano preesistente al secondo livello, con arco a sesto acuto. Furono inoltre costruiti gli spalti di difesa con le relative caditoie e con l’aggiunta di elementi architettonici decorativi dello stesso materiale adoperato per la sopraelevazione (carparo), che ne hanno ingentilito l’aspetto. Tra XVIII e XIX secolo la torre divenne importante punto di riferimento per la vita del paese per l’inserimento dell’orologio e della torre campanaria. Innalzata la sua sommità, fu ricavato un apposito vano per accogliere i meccanismi dell’orologio, sormontato da un campanile dotato di due campane di diverse dimensioni, asservite all’orologio. In seguito sono stati affiancati due piccoli corpi di fabbrica ad un solo livello, adiacenti ai due lati mentre il terzo lato della torre è addossato ad uno stabile, un tempo adibito, a cinema, ma costruito, nei secoli scorsi, per evidente utilizzo militare. L’accesso ai vari locali del fabbricato avviene in modo del tutto indipendente.

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Per gli eventi sul territorio di Lizzano, consulta il portale VIVI LE TERRE DEL PRIMITIVO [Vai al sito]

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