Fragagnano

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Fragagnano (Fragnànu in dialetto salentino) è un comune italiano di 5 259 abitanti della provincia di Taranto in Puglia. Fragagnano è anche uno dei 7 comuni che costituiscono l’Unione delle Terre del Mare e del Sole, nella zona orientale della provincia ionica. Il comune fa inoltre parte dell’Area vasta Tarantina.

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UN PO’ DI STORIA

Il territorio di Fragagnano fu scelto come area d’insediamento già dagli uomini preistorici di epoca neolitica, all’incirca nel 3000 a.C. Lo testimoniano i reperti trovati negli scavi sul monte Santa Sofia, ormai inglobato nell’attuale centro urbano, ma anche, in contrada Cazzato e contrada Pozzo Palo, molti altri frammenti di ceramiche della stessa era. Il paese venne abitato certamente anche in epoca greca e certamente la sua posizione geografica, a metà strada tra i messapi di Manduria ed i greci di Taranto, unita alla fertilità della valle lungo l’attuale arteria SS 7 Ter, avrà creato in quei tempi non pochi problemi e conflitti di appartenenza. Nel 1905, in località Mancini (ad ovest dell’abitato) fu rinvenuto un “tesoretto” contenente alcune monete appartenenti alle zecche di Taras, Metapontion e Thurii del 313 a.C. 

Ma furono i romani a darne l’attuale nome. Infatti il sito è vicinissimo all’antico tracciato dell’Appia antica, l’ultimo tratto di quella grande arteria che partendo da Roma univa nel suo ultimo sforzo Tarentum con Brundisium, porto dell’impero verso l’Oriente. È ancora visibile la traccia profonda lasciata dai carri nella roccia in contrada Puzzu Uelu, dove è ben riscontrabile un complesso sistema viario a doppia corsia e deviazione, in prossimità di un pozzo scavato nella roccia, miracolosamente salvo, con annessi abbeveratoi per i cavalli e per i soldati.

Il passaggio dal nome proprio Freganius alla dizione Freganianus, è poi ottenuto con l’aggiunta del suffisso -anus che indica l’appartenenza. Nella cartografia del Settecento, è ancora riportato Fregagnano, con la E, ma nella forma dialettale moderna è in uso solo la dizione con la A: infatti si dice Fragnanu e non Fregnanu. In età medievale, nell’anno 1278, essendo già scomparso l’imperatore Federico II di Svevia, che aveva fatto edificare torri e castelli ovunque (es. quello maestoso della vicina Oria) allo scopo di contrastare gli attacchi dei saraceni nell’Italia meridionale inviando cavalieri francesi guidati da Carlo D’Angiò.

Il 23 settembre 1923 Fragagnano entra a far parte, insieme alla parte occidentale della Terra d’Otranto, alla Provincia dello Ionio (Provincia di Taranto dal 1951), nata per gemmazione dall’antica provincia leccese.

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ARCHITETTURE RELIGIOSE

Chiesa Madre Santissima Maria Immacolata

In pieno centro, al termine di corso Vittorio Emanuele III, si erge la Chiesa Madre intitolata alla Santissima Maria Immacolata, costruita a ridosso di una primitiva chiesa, databile intorno alla prima metà del XV sec. Sono tuttora evidenti le tracce di quell’originario edificio, riscontrabili nell’antica porta di ingresso situata ad Ovest del campanile principale e nel piccolo campanile a vela sul lato Nord della cupola. Una pergamena muraria posta in chiave sul grande arco principale, che separa la navata dal presbiterio, reca la seguente iscrizione: Templim hoc elemosinis civium conditum A.D MDCCLXXIV (Questa chiesa fu costruita con le offerte dei cittadini nell’anno 1774). Nei primi anni dell’800, venne invece voltata l’elegante cupola della crociera ad opera di maestranze locali e costruito il retrostante Oratorio del Santissimo Sacramento, manufatto conclusivo del complesso architettonico. La conformazione esterna della chiesa è dominata, oltre che dalla massiccia cupola e dalla scenografica facciata, anche da possente campanile a tre livelli, di pregevole fattura settecentesca. Sul lato Nord della cupola, in corrispondenza dell’angolo fra navata e presbiterio, risalta, ancora in buono stato di conservazione il cinquecentesco campanile a vela con un’unica apertura a tutto sesto, sormontata da un timpano, a sua volta coronato da tre pinnacoli. La facciata ad Ovest, in stile tardo barocco, domina la visuale dalla via principale del paese su un’ampia scalinata in conci di tufo che conduce al portale d’ingresso. All’interno della chiesa sono conservate le reliquie del protettore di Fragagnano (sant’Antonio di Padova) e del beato Bartolo Longo.

Chiesa della Madonna del Carmine

La costruzione di una prima chiesa è databile sicuramente al periodo precedente al 1779, anno a cui risale la costituzione della prima confraternita. Ma nel 1991 fu costruita, a spese della cittadinanza, l’attuale chiesa intitolata alla Madonna del Carmine, anche detta Madonna del Carmelo. La facciata si presenta sobria e lineare: gli elementi decorativi sono le quattro lesine, ai due lati del portale, sormontati da finti capitelli di tipo corinzio, con foglie d’acanto. La struttura architettonica dell’edificio, in tufo caratteristico della zona, è massiccia e comprende una cupola emisferica, poggiante su un tamburo poligonale, alla cui sommità vi è il campanile. La chiesa ha pianta longitudinale a navata unica e le navate laterali sono ridotte a semplice cappelle non comunicanti tra loro. All’interno è presente un pulpito ligneo e, sui quattro pennacchi, si possono osservare altrettanti Santi carmelitani. L’interno della cupola mostra un’immagine della Vergine del Carmine che porge lo scapolare all’anime del Purgatorio. 

Cappella della Madonna del Favore

La Cappella della Madonna del Favore è posta a circa un chilometro ad ovest del centro abitato, sul bordo dell’attuale strada provinciale per Grottaglie. Le prime fonti storiche certe della cappella risalgono al maggio del 1577, in una descrizione dell’allora arcivescovo di Taranto, Lelio Brancaccio, in visita a Fragagnano. Ma certamente la chiesetta è anteriore a tale periodo, soprattutto se si considera l’orientamento dell’ingresso, tipico delle chiese di rito greco. Secondo la tradizione, comunque, la cappella nacque in seguito al rinvenimento di un’icona raffigurante la Vergine all’interno di un pozzo posto nelle vicinanze. Nel corso del tempo la chiesetta ha subito vari restauri ed attualmente si presenta in un buono stato di conservazione.

Chiesetta rupestre 

Sulla strada statale 7 ter, nei pressi di via Cesare Battisti è ubicata una chiesetta rupestre abbandonata. Si tratta di una chiesa dedicata alla Vergine come dimostra la scritta ormai sbiadita Ave Maria posta sull’arco che sovrasta la porta d’ingresso. La facciata a capanna e con cuspide centrale presenta riquadri con elementi decorativi. La chiesetta situata in un’area privata è rimasta attiva fino ai primi anni settanta.

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ARCHITETTURE CIVILI E MILITARI

Palazzo Baronale.

Viene così costruito, intorno alla robusta torre di epoca medievale a base quadrata, provvista di ponte levatoio e di fossato perimetrale, l’elegante e sobrio Palazzo Baronale di gusto rinascimentale, che domina ancora la valle degli ulivi a Sud, accompagnando agevolmente lo sguardo fino al mare. Situato nel centro storico, fu costruito nel 1587, sicuramente a scopo difensivo ed è ritenuto il palazzo più antico del paese. La costruzione è fatta con conci di carparo perfettamente squadrati, ricoperti da uno strato di calce nel solo prospetto meridionale. Alcuni decenni fa sono state rinvenute ossa umane al di sotto del pavimento del piano inferiore, da ricollegare, probabilmente, alla presenza dei trabocchetti. Sul lato occidentale di un suo terrazzo, proprio a dominare il bel centro della piazza Regina Elena, si erge la statua in carparo di Santa Irene, antica protettrice di Lecce. Nel Novecento, il Palazzo Baronale, ormai disabilitato, diviene proprietà della famiglia Tamborino Frisari di Maglie e viene in parte utilizzato a stabilimento vinicolo. Così gli vengono scavate e cementate capienti cisterne per il contenimento del vino. È risorto negli anni settanta, quando è stato adibito temporaneamente a sede del Municipio ed attualmente, tornato ad essere di nuovo abbandonato, è in attesa di un possibile utilizzo a Museo, ove custodire i numerosi reperti archeologici dell’antico sito, divisi tra il Museo di Taranto ed altre collezioni private.

Palazzo Marchesale

Nel 1701, viene edificato (prospiciente l’attuale piazza Regina Elena) l’imponente Palazzo Marchesale, per volere del marchese Francesco Maria dell’Antoglietta, sensibile poeta dell’Arcadia, essendo il vecchio Palazzo Baronale non più rispondente ai nuovi gusti della filosofia barocca. Il nuovo edificio, quasi di fronte al primo, sobrio, imponente ed allo stesso tempo elegante, diviene così la nuova residenza dei marchesi fino al 1797. Il palazzo, che rappresenta sicuramente la tessera più preziosa del centro storico fragagnanese, era la residenza abituale dei marchesi che ne hanno mantenuto la proprietà fino all’abolizione del feudalesimo. A pianta rettangolare, in carparo rosato, è una struttura al di fuori dei consueti canoni barocchi, è anzi un esempio di soluzione architettonica polivalente, che serviva tanto da residenza quanto da fortificazione. Una maestoso portale immette in un cortile trapezoidale dal quale prendono luce gli ambienti superiori. Al tempo del suo massimo splendore il piano superiore era formato da un ampio salone dai tetti voltati a crociera semplice o stellare e una stanza, detta la camera pittata, conteneva degli affreschi simili per stile alle pitture pompeiane. Gli alloggiamenti degli stallieri, magazzinieri, il corpo di guardia e le cucine erano ubicate a piano terra che aveva nel retro anche le stanze e gli abbeveratoi. Nel retrostante giardino, provvisto di pergolato e odoroso frutteto, i marchesi trovavano refrigerio nei giorni di calura. Non sono mancati nel corso degli ultimi anni progetti di risanamento, da quando un incendio ne devastò i tetti nel 1920, consegnandolo ad un lento, ma inesorabile, degrado. Trasferitasi a Taranto la famiglia Carducci, il grande palazzo è stato abbandonato e donato al Comune, nel tentativo di salvarlo dal degrado inesorabile. L’edificio è attualmente imprigionato da orditure metalliche che ne rallentano l’inesorabile crollo, causato dalle crepe e dalle intemperie che penetrano nel palazzo dall’alto, non avendo più la struttura un tetto.

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Per gli eventi sul territorio di Fragagnano, consulta il portale VIVI LE TERRE DEL PRIMITIVO [Vai al sito]

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