Avetrana

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Avetrana (L’Aitràna in dialetto salentino) è un comune italiano di 6 670 abitanti della provincia di Taranto, in Puglia. L’abitato è posto nel versante nord-occidentale del Salento, al confine fra le tre province di Taranto, Brindisi e Lecce, e dista circa 42 km dal capoluogo di provincia Taranto. Il territorio comunale, equidistante dai predetti tre centri, sorge a 62 metri s.l.m. in una zona collinare detta Murge Tarantine, più precisamente nella cosiddetta “area delle Serre tarantine”. La massima altitudine, 117 metri s.l.m. si raggiunge a Monte dei Diavoli, una modesta altura posta in direzione di Manduria; il cosiddetto Monte della Marina raggiunge invece i 100 metri. Fino agli inizi del XIX secolo, il nome di questo comune, così come riportato in molteplici documenti storici, era quello di “Vetrana”. L’etimologia, invece, è tuttora incerta, mentre la sua origine può farsi risalire con probabilità all’epoca romana.

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UN PO’ DI STORIA

Il territorio di Avetrana era già abitato durante il Neolitico, infatti sulla via Tarantina in località Masseria della Marina, a sud dell’abitato, sono venuti alla luce tracce di un villaggio preistorico capannicolo del VI millennio a.C. Altro luogo frequentato nel neolitico sono le grotte nel Canale di San Martino, i cui reperti sono custoditi nel Museo nazionale di Taranto. Nei pressi del più antico tracciato della via Sallentina – la strada messapica che univa Taranto a Otranto, passando per Manduria, Nardò, Alezio ed Ugento, molto importante fino al medioevo – in località di San Francesco, a nord del paese, durante i lavori per la costruzione di un acquedotto, sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana del II secolo a.C. 

All’origine l’attuale territorio comunale avetranese, era diviso in tre (e forse più) feudi: Vetrana, Ruggiano e Modunato. Il feudo ed il casale di Ruggiano probabilmente distrutto dalle varie invasioni saracene, venne accorpato con quello di Vetrana forse già dal XIV secolo. Mentre il feudo ed il casale di Modunato fu annesso al Comune di Avetrana nel XIX secolo. Il paese attuale sorge sul secondo tracciato (tardo impero) dell’importante arteria stradale che, in epoca messapica prima e successivamente in quella romana, collegava Taranto, Manduria, Nardò, Leuca e Otranto: La “Via Traiana Messapica”, detta anche da alcuni storici “via Sallentina”. Probabilmente la modifica al vecchio tracciato della via Sallentina, fu opera di Traiano. Accorciare la strada aveva un problema: zone che con la pioggia diventavano paludose. Ma il problema fu risolto con un canale di circa due chilometri e la nuova strada romana fu deviata più a sud. Nel XVI secolo con le nuove mura e l’allargamento più a nord del paese, la strada fu fatta passare per l’attuale via Leonardo da Vinci. Nel XIX secolo con la costruzione della nuova Avetrana-Nardò la vecchia via Traiana perse molti tratti.

Con il nome di “Vetrana” fu feudo di diverse famiglie durante la tirannide feudale. Nel 1481 passò alla signoria dei Pagano, sotto i quali si iniziò la costruzione della nuova chiesa matrice (prima chiesa) e delle mura, di cui oggi rimangono visibili solo pochi resti. Nel 1587 Avetrana fu venduta da Carlo Pagano a Giovanni Antonio Albrizi, che diventò il signore di Avetrana. Il castello nel 1644 era in proprietà del vescovo Geronimo di Martino e nel 1656 passò ai Romano e successivamente, divenne proprietà di Michele Imperiale, marchese di Oria e principe di Francavilla. Mercoledì 20 febbraio 1743 alle 6,30, il terremoto detto di Nardò colpì gran parte del Salento da Brindisi a Nardò. In molti grossi centri come Francavilla Fontana e Nardò si ebbero gravi perdite umane e architettoniche. Ad Avetrana, oltre alla chiesa matrice colpita gravemente, il sisma provocò il crollo di alcuni edifici e ne lesionò gravemente molti altri, come il Torrione, restaurato solo a fine ‘900. Le abitazioni di Avetrana, come nel resto del Salento, avevano in maggior parte i tetti in legno coperti da coppi o tegole, come in legno erano anche i piani interni. Dal dopo terremoto in poi si costruì unicamente con volte a stella in muratura, più resistenti e privi di tetti, trovandosi così un’area solare calpestabile detta nel locale dialetto “lammia”. Nel 1782, estintasi la famiglia Imperiale, Avetrana passò al fisco regio e da questo venduta a Massenzio Filo, rimanendo in proprietà della famiglia fino all’abolizione della feudalità nel 1806. Rimasero di proprietà della famiglia fino agli inizi del ‘900 diversi possedimenti, tra cui il palazzo, in seguito ceduti al loro amministratore e frazionati in numerose proprietà.

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CHIESE, PALAZZI E CASTELLI

  • “Torrione”, resti di un castello di poco probabili origini normanne (1050-1070, durante la conquista normanna della Puglia), ma attestato con sicurezza solo a partire dal XIV secolo;
  • “Chiesa Madre”, ricostruita tra il 1743 ed il 1756, dopo che un più antico edificio con pianta absidata (del XV-XVI secolo) era stato distrutto dal terremoto di Nardò;
  • Complesso del Palazzo Baronale – Palazzo Imperiali, il cui primo nucleo venne edificato dai Pagano e fu ampliato in seguito dagli Albrizzi: questa parte più antica si affaccia su largo Cavallerizza e presenta uno stemma gentilizio su uno degli accessi. La famiglia Imperiali aggiunse l’ala orientale nel XVIII secolo, più sontuosa;
  • Castello e Casale medievale di Modunato, sulla provinciale per Salice a circa tre chilometri da Avetrana.

Nel territorio esistono grotte di natura carsica e alcuni resti archeologici.

  • A sud della masseria della Marina, sulla strada Tarantina (provinciale Nardò-Maruggio) sono stati rinvenuti i resti di un villaggio e di un’area sepolcrale risalenti al Neolitico medio (V millennio a.C. Una mostra archeologica permanente è allestita dal 2003 nella casamatta del Torrione medioevale, mentre dal 2006 è stato allestito un percorso per rendere fruibile l’area di scavo;
  • Le “grotte di San Martino”, situata a sud dell’abitato, lungo la strada provinciale verso Torre Colimena, presentano tracce di frequentazione dal Neolitico antico all’epoca romana;
  • Nella località di San Francesco sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana;
  • I casali di Santa Maria e di Modunato presentano tracce di frequentazione risalenti all’epoca bizantina.

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Per gli eventi sul territorio di Avetrana, consulta il portale VIVI LE TERRE DEL PRIMITIVO [Vai al sito]

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